UNO STRAORDINARIO MESSAGGIO CONTRO LA GUERRA

Il 20 dicembre 1998, mentre Bill Clinton e Tony Blair bombardavano l'Iraq, Howard Zinn ha ricevuto questo messaggio e-mail dall'Inghilterra:

 

Egregio professor Zinn, sono un cittadino iracheno rifugiato qui in Gran Bretagna per sfuggire alle brutalità del regime di Saddam, che nel giro di due anni ha ucciso mio padre, un vecchio innocente, e mio fratello minore, che ha lasciato moglie e tre figli [...]

Le scrivo per farle sapere che durante il secondo giorno dei bombardamenti sull'Iraq un missile da crociera ha colpito l'abitazione dei miei genitori in un sobborgo di Baghdad. Mia madre, mia cognata (la vedova di mio fratello) e i suoi tre figli sono morti sul colpo.

Questa tragedia mia ha colpito al punto che non ho più lacrime. Vorrei poter mostrare questi miei occhi e la sofferenza spaventosa che sto provando a ogni singolo [cittadino] americano e britannico. Vorrei poter raccontare la mia storia a quelli che siedono nell'amministrazione Clinton, alle Nazioni unite e al numero 10 di Downing Street. Per salvare Monica e Clinton, alla mia famiglia tocca pagare questo prezzo immenso. Mi domando chi mi risarcirà di questa perdita?

Vorrei poter tornare in Iraq a versare qualche lacrima sulla tomba di mia madre, che da sempre avrebbe voluto rivedermi prima di morire [...]
La prego di riferire questa mia storia a tutti coloro che ritiene siano ancora in grado di vedere la verità con gliocchi e di ascoltare questa tragedia con le orecchie.

Cordiali saluti, dott. Mohammed al-Obaidi.

Mi pare che questo messaggio esprima con spaventosa chiarezza come Saddam Hussein e i capi del nostro governo abbiano molto in comune: entrambi stanno causando morte e sofferenza al popolo iracheno....


(Tratto dal libro "Non in nostro nome" di Howard Zinn, pagine 41 e 42).
Howard Zinn è uno dei più importanti storici statunitensi ed è uno dei principali riferimenti del pacifismo negli USA. Ex-aviere nella seconda guerra mondiale, attualmente è Professore emerito di Scienze Politiche alla Boston University.
Il suo recente libro NON IN NOSTRO NOME (Gli Stati Uniti e la guerra) è assolutamente da leggere, in qualunque modo la si pensi.....