11 luglio 2005
In ricordo di Srebrenica

La partecipazione di Salaam Baghdad alle manifestazioni per il decennale del martirio della città bosniaca e i progetti di aiuto e solidarietà

L’11 luglio, sono in programma le celebrazioni per ricordare il decimo anniversario dell’olocausto di Srebrenica, perpetrato dai militari Serbi contro la comunità musulmana durante la guerra di secessione nella Ex-Jugoslavia.
Srebrenica fu il capitolo più atroce di una guerra consumatasi ad appena 50 km dall’Italia, aldilà del mar Adriatico, una guerra combattuta dal 1992 al 1996 in base al principio della “pulizia etnica”, cioè dell’annientamento totale dell’avversario, praticato attraverso lo stupro delle donne, non importa se anziane o bambine, una guerra che, soltanto in Bosnia, ha lasciato sul campo oltre 250.000 morti.
Srebrenica era protetta dalle truppe ONU ma venne abbandonata a sé stessa di fronte all’esercito Serbo.
All’inizio del luglio 1995 il Generale Serbo, Mladic, scatenò l’offensiva.
La repressione fu crudele: migliaia di persone fuggirono ma vennero braccate.
Donne, anziani, bambini, malati, vennero radunati in una vecchia fabbrica di finestrini per auto e fucilati, spesso sepolti vivi. Le donne furono costrette al preventivo trauma dello stupro.
Quella fabbrica, trasformata nella fabbrica degli orrori, adesso rappresenta la finestra bosniaca sulla memoria, sulla storia.

Si è trattato del più grande e feroce massacro in Europa, dopo il nazismo, consumato sotto i nostri colpevoli occhi.
Mladic, Karadzic, i responsabili della carneficina bosniaca, sono ancora in libertà, come tutti i generali nazisti responsabili di efferati crimini contro civili inermi.
Ed anche il revisionismo storico è pronto a partire, visto che c’è qualcuno che già si affretta a dire che a Srebrenica non è successo niente, come alcuni vogliono fare con Auschwitz.

Per non dimenticare l’olocausto di Srebrenica, da venerdi 8 fino a domenica 10 luglio, è in programma la “marcia per Srebrenica” con partenza alle ore 7,00 da Crni Vrh (Comune di Zvornik) nei dintorni di Caparde.

Lunedi, 11 luglio alle ore 9,00 inizieranno le attivita’ di consegna di 15.000 sciarpe bianche e alle 9,30 ci sarà la visita ad una fossa comune durante l’esumazione di alcuni corpi. Saranno 400 quelli che nell’occasione verranno consegnati alle autorità pubbliche, dopo essere stati riconosciuti dalla commissione ad hoc di Sarajevo, mediante esame del dna.
Alle 10,30 ci sarà l’apertura della Conferenza internazionale “Genocidio sui bosniaci nella zona protetta dall’ONU” e alle 12,00 inizierà il programma della sepoltura ufficiale delle salme.
Ma nel grande freezer di Tuzla rimangono ancora 4.000 sacchi con pezzi di carne che attendono un’identità per la sepoltura, le campagne sono cosparse di centinaia di fosse comuni che aspettano di essere scavate.
Di Srebrenica non parla più nessuno, fa troppo male parlare della guerra dei vicini di casa, di paesi europei.
E poi i morti musulmani a chi interessano? Allora è meglio rimuovere in fretta.

Alcuni componenti di Salaam Baghdad tra cui Il Parto delle Nuvole Pesanti e Ilaria Caneva e Rambaldo degli Azzoni (di Storie di note) parteciperanno alla marcia e alle manifestazioni, per non dimenticare, continuando quell’impegno pacifista, che è diventato, oltre che artistico, anche militante, con il viaggio fatto a Baghdad qualche mese prima che gli Stati Uniti dichiarassero guerra all’Iraq.
Saranno con Amorphis, un gruppo che fa parte dell’Associazione Radio Fujiko, l’Associazione Adottanto e tanti altri che vogliono dare la loro concreta testimonianza.
Il Parto delle nuvole Pesanti sarà pronto anche a suonare, se le comunità musulmane di Tuzla e di Srebrenica lo chiederanno, per ricordare, anche in una giornata di lutto, sofferenza e dolore, i morti che, purtroppo ancora a lungo dovranno e dovremo piangere, ma anche per ribadire il bisogno e la speranza di ricostruire.

Per Salaam Baghdad – Artisti Contro la Guerra
Il Parto delle Nuvole Pesanti
Ilaria Caneva – Rambaldo degli Azzoni (Storie di Note)